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  • arsenico nell'acqua
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    L’arsenico, un veleno invisibile. Come difendersi da questo elemento chimico?

L’arsenico, un veleno invisibile. Come difendersi da questo elemento chimico?

L’arsenico, un veleno invisibile. Come difendersi da questo elemento chimico?

L’arsenico è un elemento naturale semimetallico presente in natura, estremamente velenoso. Il suo simbolo chimico è AS ed il suo numero atomico il 33. Grazie alla sua caratteristica di sublimare con estrema facilità e passare dallo stato liquido a quello aeriforme, lo possiamo facilmente trovare nell’aria che respiriamo e nell’acqua che beviamo.

Si libera nell’ambiente attraverso le eruzioni vulcaniche, le fonderie, gli inceneritori e le centrali elettriche. Poiché viene assorbito dall’acqua, dalla flora e dalla fauna, diventa un veleno a noi invisibile. L’elemento arsenico si estrae anche sotto forma nativa elementare per essere utilizzato in vari settori.

I suoi composti vengono impiegati in agricoltura come erbicidi, pesticidi, insetticidi e nell’industria chimica con l’utilizzo soprattutto per il settore farmaceutico.

Ma perché lo troviamo nell’acqua? Le acque sotterranee di falda o dei bacini, vengono a contatto con le rocce vulcaniche e solubilizzando l’arsenico, si contaminano. Purtroppo la presenza di arsenico in acque destinate ad uso potabile determina un problema sociale di grandi dimensioni.

Nel nostro paese, le regioni con la più alta presenza di questo contaminante naturale sono il Lazio, l’Umbria, la Toscana, la Lombardia ed il Trentino Alto Adige. Ma come può nuocere alla salute? Le forme chimiche presenti nell’arsenico come l’arsenito e l’arseniato sono estremamente tossiche per l’uomo. Una lunga esposizione può provocare tumori della pelle, del colon, del fegato e del cervello.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito un limite massimo di tolleranza  a 10 μg/L, purtroppo però che le regioni su menzionate riportino dati ben superiori.

Come dearsenificare l’acqua?

Molte aziende commercializzano materiali adsorbenti per l’arsenico con sistemi filtranti di ferro e manganese, ferro idrossido e molto altro, però risolvono solo in parte il problema. […]

Tecniche di filtrazione: cos’è la microfiltrazione?

La microfiltrazione è una tecnica di filtrazione che scongiura i rischi  di contaminazione, elimina i sottoprodotti della disinfezione e soprattutto garantisce la purezza dell’acqua, migliorandone i caratteri organolettici e salvaguardando anche l’ambiente. 

Un depuratore d’acqua domestico a microfiltrazione non solo garantisce la rimozione di particelle solide ma è anche in grado di trattenere alcune sostanze come il cloro ed i suoi sottoprodotti. Grazie a questa caratteristica oltre a migliorare enormemente il sapore dell’acqua, garantisce l’eliminazione dei microorganismi in sospensione. Inoltre nei processi di potabilizzazione è determinante nella rimozione di batteri patogeni.

Microfiltrazione e osmosi inversa: sinonimi e contrari.

Quali sono le differenze tra la microfiltrazione e l’osmosi inversa?  Nel primo sistema si agisce su tipi d’acqua di per sé già prossimi alla qualità ottimale, andando ad eliminare alcune sostanze nocive senza alterare i valori dei sali minerali e le peculiarità specifiche dell’acqua. Invece con l’osmosi inversa si riducono drasticamente tutte le sostanze nocive e talvolta anche i sali minerali.

La purificazione dell’acqua con la microfiltrazione avviene generalmente con l’utilizzo di due filtri ed una lampada UV utilizzata per debatterizzare l’acqua. I due filtri sono a sedimenti ed a carboni attivi e trattengono il cloro ed i sottoprodotti clorurati. L’osmosi inversa invece, basandosi sulla tecnologia di una membrana semipermeabile, trattiene prevalentemente elementi inquinanti, metalli pesanti, nitrati, arsenico, cloro e fluoruri.

Questa tecnica sicuramente attua un’azione radicale andando ad eliminare ogni tipo di impurità. Però il trattamento di microfiltrazione ha una capacità di rimozione microbica elevata ed è altrettanto efficace nella riduzione dei nitrati. Inoltre migliora l’aspetto microbiologico dell’acqua e non avvengono rilasci dall’intero sistema né di ammoniaca né di metalli.

La microfiltrazione è un sistema ecologico, sicuro ed economico.

L’acqua erogata attraverso un impianto di microfiltrazione è completamente priva di cloro e soprattutto conserva […]

  • osmosi inversa
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    Alla scoperta delle tecniche di filtrazione: cos’è l’osmosi inversa?

Alla scoperta delle tecniche di filtrazione: cos’è l’osmosi inversa?

Da cosa deriva l’osmosi inversa?

Il termine “osmosi” deriva dal greco “osmòs” che significa spinta. Si tratta di un fenomeno naturale che si attua nelle cellule del corpo umano. Infatti le membrane cellulari lasciano transitare i sali e certe molecole,  che disciolte, creano una semipermeabilità, che va a regolare lo scambio tra le cellule ed i liquidi intercellulari. Questo processo fu scoperto nel 1748 dall’abate francese J. Nollet e ripreso e migliorato nel 1866 dall’olandese Jacobus Van T’Hoff.

I due studiosi scoprirono che l’osmosi era un processo naturale attraverso il quale due soluzioni con diversa concentrazione di sali minerali interagivano mediante una membrana permeabile. Infatti, la soluzione salina più concentrata veniva diluita da quella più acquosa. Lo  scambio che avveniva tra le cellule che dovevano essere ripulite e nutrite ed il sangue e la linfa, consentiva così il trasporto degli alimenti e degli scarti agli organi preposti all’assimilazione ed allo smaltimento.

Dall’osmosi,  si ottenne parecchi anni dopo, il processo opposto: l’osmosi inversa, oggi molto usata per la potabilizzazione dell’acqua.

Il processo contrario all’osmosi: l’osmosi inversa.

Con l’aggravarsi dello stato di approvvigionamento di acqua potabile e con il graduale esaurirsi di sorgenti profonde si ricorre sempre di più a quelle superficiali di laghi naturali e artificiali, di fiumi e all’acqua del mare.

Ma come potabilizzare queste fonti e rimuovere dall’acqua grezza le sostanze contaminanti per ottenere dell’acqua pura, sia per il consumo domestico che per quello industriale? Con l’osmosi inversa! Ma cos’è e come si attua? L’osmosi inversa si ottiene applicando un’adeguata pressione ad una soluzione con elevata concentrazione salina, costringendola ad attraversare una speciale membrana porosa.

Attraverso questa azione si può ottenere da un lato dell’acqua pura e dall’altro un liquido altamente carico e concentrato di impurità. Grazie alle proprietà ed […]